Va provata la notifica a mezzo Pec di un atto di riscossione

Dalla CTP di Roma viene ribadito l’orientamento giurisprudenziale sui requisiti indispensabili a provare l’avvenuta notificazione di un atto di riscossione a mezzo Pec.

Come si evince dalla sentenza “… l’Ente convenuto non ha prodotto tutta la documentazione richiesta dalle norme che disciplinano la notifica a mezzo pec, necessaria per dimostrare compiutamente l’avvenuta regolare notifica della cartella, né ha provato di avere inviato effettivamente un documento informatico in possesso delle precise ed ineludibili specifiche tecniche fissate dalle norme di attuazione in materia, quindi l’originale della cartella, come tale immodificabile nel contenuto e certo, in quanto digitalmente firmato, nella provenienza …

Difatti, al fine di poter impugnare un atto, dove viene contestata la omessa rituale notifica a mezzo Pec dello stesso, dovranno essere fornite, dalla parte resistente, oltre alle ricevute di “accettazione” e “avvenuta consegna”, anche il certificato che legittimi l’apposizione della firma digitale da parte del gestore, nonché copia dell’atto oggetto di notifica (munito di attestazione di conformità) unitamente al certificato che ne attesti la legittimità della firma digitale del riscossore.

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